19|10|23 - Matematica e poesia
Ogni tanto — anzi, mi correggo: spesso mi capita di estraniarmi durante le ore più noiose a scuola. Comincio a vagare in mondi tutti miei, con i piedi per terra ma con la testa su saturno o chissà dove. Succede con moltissime materie, anche le più interessanti. Per quanto possano essere definite interessanti, si intende. Certo, italiano è una materia davvero bella e mi è sempre piaciuta, ma ogni motivazione nell'impegnarmi è vana e non ne capisco il motivo.
Sarà, comunque, che ho sviluppato questo meccanismo di pensare a tutt'altro anche nelle ore più drastiche per evitare di andare in panico o addirittura piangere. Non capisco le rette? Bene, è il momento di estraniarmi per il resto della lezione. Allora parto per un viaggio personale e alla mano dò libera scelta. Può fare qualsiasi cosa.
Proprio durante quei momenti molte storie nascono, perché la mia mano, che non sa mai stare ferma, comincia a partorire idee — con l'aiuto della sua cara amica penna — davvero strane. Ed in questi giorni è nata una nuova idea da una poesia davvero... strana, e forse è un eufemismo, che avevo partorito durante l'ennesima spiegazione della retta.
" Li vedo, li vedo, li vedo.
No, Loro vedono, Loro vedono.
Loro vedono tutto.
Guardano me, non smettono.
Un frastuono infermabile
con un battito di ciglia —
di palpebre.
Loro non hanno ciglia.
Loro mi vedono, mi vedono
Smettono? Non lo fanno.
Non lo fanno
I Loro occhi su di me.
Basta...
Cadranno— no, non lo faranno.
Sono le lacrime che lo faranno.
I Loro sguardi, pesanti,
emettono un sospiro terrificante.
Parlano. Parlano. Parlano.
Parlano in silenzio ma non tacciono.
I Loro occhi su di me.
Tutti gli occhi su di me.
Sto per scappare.
Sto scappando.
Sto scappando.
...
Non posso scappare. "
Sì, potete dirlo: è inquietante. Di certo se l'avessi pubblicata nella mia raccolta di poesie qualcuno avrebbe storto il naso o si sarebbe preoccupato; la verità è che mi stavo ispirando ad un disegno che avevo fatto durante la medesima ora. Non riesco ad allegare la foto ora, ma c'era una donna con i connotati facciali totalmente distorti ( il naso lo aveva verso la fronte e le labbra non erano allineate agli occhi ), piangente mentre in realtà era costretta a sorridere. Dietro era avvolta da una nube oscura piena di occhi che la fissavano, con frasi come "all eyes on me, watch me, only me". Non... non chiedetemi cosa stessi pensando in quel momento, perché davvero non lo so. So solo che quel giorno avevo anche una verifica di arte, quindi probabilmente anche quello mi ha "ispirato", se così possiamo dire.
La cosa importante, comunque, è che da questa poesia ne sono nate altre due dallo stesso filo conduttore. E proprio per questo ho pensato di pubblicare su wattpad una storia horror breve, possibilmente one-shot, strutturata con delle poesie. Un racconto composto da strofe e versi ordinati all'inizio, e verso la fine invece sporchi, senza rime e istintive, un po' come quella che ho pubblicato poco prima. Magari quella potrebbe essere proprio la fine, chi lo sa...
È ancora presto per annunciare il tutto. È solo un pensiero ed è probabile che io non riesca in tempo a scriverla, perciò su Instagram e Wattpad non dirò nulla finché non sarò sicura.
Spero però che l'idea possa stuzzicare la curiosità di qualcuno, credo che sia un piccolo progetto davvero carino.
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