Lettera ai Pinguini Tattici Nucleari
Buonasera fagiolini!
Altro aggiornamento, stranamente, nello stesso giorno. 17:55.
Ho pensato che questo è il posto migliore per pubblicare una piccola lettera che ho scritto per la mia band preferita e che purtroppo non posso inviare direttamente loro. Mi piaceva come la avevo scritta ma non volevo pubblicarla su Wattpad. Allora ecco qui:
Ho sempre creduto che la musica fosse la mia passione più grande, anche se in realtà mi vergognavo a dirlo, perché non ero una infatuata di canzoni conosciute o di artisti considerati bravissimi. Non perché tentassi di essere la finta alternativa o qualche altra stupidaggine, ascoltavo soltanto ciò che mi piaceva, senza però riuscire ad estraniare la mia passione per quelle poche ma importanti canzoni che ascoltavo da più piccolina, per paura di esser giudicata come quella "strana", più di quanto già non fossi tra le bocche degli altri. Non so, forse era qualcosa di troppo facile e divertente vedere quella visione di me che nemmeno si sforzavano a cambiarla un minimo. Tanto divertente che alla fine anche io adottai quella visione di una me diversa dagli altri eppure così anonima, così poco interessante, con niente di tanto speciale.
Ci ho sofferto molto per non esser mai stata qualcuno di speciale agli occhi degli altri e nei contesti sociali che frequentavo. Per me era come una punizione per qualcosa che avevo fatto e di cui, però, non avevo memoria. Cominciai a sospettare che la mia effettiva colpa era stata quella di cercare di essere come tutti e che forse ero io che chiedevo troppo.
Adesso, mentre scrivo, non sai quante volte ho cancellato quello che stavo scrivendo perché temevo che non descrivesse bene ciò che volevo dire, perché tanto "non era di certo così grave, è anche inutile scriverlo". Eppure so bene che nulla è senza utilità. Dovrei smetterla anche io di sottovalutare quello che ho vissuto soltanto perché appartiene a me. Non sai quante volte mi ripeto di cominciare a considerarmi importante, perché se non posso essere importante per me come posso credere di esserlo per qualcun altro? E non sai nemmeno quanto sto faticando a scrivere senza l'impulso di voler cancellare tutto ciò che ho scritto e finire di ascoltare la mia canzone in pace, senza scrivere nulla e, vorrei tanto dirlo ma so che è una bugia, senza pensare a nulla.
Perché è sempre così: ascolto canzoni per scappare da una realtà troppo opprimente per rifugiarmi in sensi di colpa e pensieri alimentati da un dolce sottofondo.
Sai qual è la verità?
Che le vostre canzoni sono un punto di ritrovo per ogni mio pensiero. Perché qualsiasi brano parla di me ed è inutile illudermi che quei testi siano dedicati proprio a me.
Vi ho conosciuti per sbaglio, me lo ricordo ancora perfettamente: fu con Ridere, una delle mie prime canzoni italiane che mi piacquero. Mi colpì così tanto perché mai mi era capitato che mi piacesse una all'infuori di un'occasione importante, come fu per i viaggi narrati da Cesare Cremonini con il suo Buon Viaggio.
Con voi fu diverso: la ascoltai in macchina anche questa, era nascosta tra mille o forse più brani racchiusi in un'unica chiavetta di mio fratello. La voce più di tutti mi convinceva, mi sembrava qualcosa di più giovane, mi piacque abbastanza da farmi tener sù il sorriso per la durata del viaggio nonostante il maldauto che mi attanagliava lo stomaco.
Ricordo anche la mia risata a sentire il vostro nome, ma fu proprio quello a farmi ricordare di voi.
Poi passò qualche mese. In radio passava Scrivile Scemo e so bene di non averla mai ascoltata prima; eppure mi venne da cantarla, m'inventai le parole e molte coincidevano. Fu abbastanza da convincermi sempre di più a conoscere delle vostre nuove canzoni.
Mi divorai subito l'album Fuori dall'Hype, anche se qualche canzone la saltai perché non mi convinceva. Ironicamente anche la stessa Fuori dall'Hype fece quella momentanea fine nel cestino. Poi mi divorai anche qualche canzone di Ahia! e qualched'una più vecchia e memorabile della vostra carriera.
La cosa che più mi colpiva in tutte quei testi così diversi da quelli a cui ero abituata era proprio come veniva mandato il messaggio: le canzoni hanno sempre un messaggio ma davvero poche riescono a trasmetterlo al meglio. Io, prima di tutti, mi annoiavo spesso nel sentire l'ennesima canzone d'amore.
Nelle vostre canzoni invece c'era qualcosa che mi faceva pensare. Qualcosa che mi faceva riflettere più a fondo e che, quasi sempre, mi lasciava con due occhioni pieni di lacrime. Anche Ringo Starr ci riuscì a colpirmi.
Ogni pezzo era come uno specchio che rifletteva un tratto di me che io tenevo chiuso nel cassetto delle vergogne. Perché sai, quando cresci da sola tutto per te è strano. Ti meravigli anche se trovi una persona che ha una singola cosa in comune con te. E a me succedeva sempre: quando incontravo qualcuno che condivideva con me la passione per lo stesso hobby io ero entusiasta, più di quanto tutti possano definire "normale". In me scattava una scintilla, mi ossessionavo a quell'hobby come non mai e a quella persona sempre di più, finché non scoprivo che in realtà quella passione era solo un piccolissimo aspetto di un individuo complesso tanto quanto me.
Solo che per me non esistevano individui complessi come me. Ero un difetto, perché così mi consideravo da sempre, ma ero complessa e forse anche per questo ero sempre da sola.
E quando lui si rivelava diverso da come lo idolatravo io subito ci si separava. Io in primis mi separavo perché non ero più in grado, almeno nella mia mente, di dare nulla.
La verità è che io sono sempre stata una bambina che cercava di esser diversa da loro. Non aspettavo un'invito ad Hogwarts perché non era di mio interesse, ma sapevo che avrei potuto incontrare Goku se solo fossi stata abbastanza brava. Alla fine, però, non mi chiamò da lui ed io rimasi ferma, incatenata ad una convinzione che mi costringeva ad autodistruggermi sempre di più. È più facile star male che sorridere, perché il sole c'è sempre ma tutti guardano le nuvole. Magari capita che abbiano anche forme strane, perciò il sole finisce sempre in secondo piano; eppure lui è il protagonista lì nel cielo.
Quando è uscita Giovani Wannabe, poi, non racconto l'emozione: nemmeno due minuti dopo l'uscita io ero già lì, pronta ad imparare il testo nell'attesa di partecipare ad un vostro concerto o a cantarla davanti ad un'autostrada. La canzone l'ho imparata, non fu difficile, ma il concerto saltò. Anche quest'anno è saltato. Ma anche se dovessi aspettare tanti anni ancora a me non cambierebbe, nessuna passione così sincera può davvero smettere.
Ricordi quando prima ho detto che Fuori Dall'Hype l'avevo saltata come canzone? Di recente l'ho ripresa. È cambiata totalmente sotto i miei occhi. Ora è la mia canzone, non esiste nessun'altra che può superarla, assieme a Ringo Starr. Perché entrambe parlano di me, più di tutte le altre canzoni.
Il mio è un dolore strano, subdolo e confuso a sua volta. Non ha origine, torna fuori sempre in veste diversi, ma quasi sempre viene nascosto da una giacca di sarcasmo e di curiosità inutili. È un dolore monotono e noioso, non farebbe scalpore in nessun testo ed in nessuna canzone. Perché se in un mondo di John e di Paul io sono Ringo Starr, allo stesso tempo in un mondo di disturbi ed ansie il mio non è proprio nulla. E perché, infondo, io sono sempre fuori dall'hype: esserne dentro non è da me, sarebbe ridicolo più che serio dare dell'importanza ad una come me. Non importa quanto io possa meritarmele, perché in ogni modo cercherò di nascondere la situazione con una battuta.
Un po' rido mentre scrivo. Mi ripeto ancora che non è nulla e combatto con tutta me stessa il desiderio di cancellare tutto questo. Ma ora è una lotta contro di me, qualcosa che dovevo sfogare in ogni modo. Rido ancora, perché so che nessuno leggerà questa lettera oltre me. Questo flusso di coscienza.
Ciò che in questi lunghi pensieri scritti volevo solo dire è un semplice grazie. Grazie di rendere la mia vita monotona un po' più colorata ed i miei dolori più importanti, anche solo per un istante. Di ispirarmi con ogni nota ed ogni poesia — perché questo sono i tuoi testi —. Avete ispirato molte mie storie. Forse siete voi i veri autori di quelle storie e a me va bene così.
Grazie per ogni vostra canzone.
Grazie di esistere... e non scherzo quando lo dico.
Vi voglio bene, vi adoro così come adoro Bergamo. 🩷
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